Bretagna: sulle tracce di Mago Merlino

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In Francia, nel cuore della Bretagna, lontano dal turismo di massa, si trova il villaggio di Paimpont, un luogo affascinante e pieno di misteri. Eh si perchè proprio qui, tra gli alberi e i sentieri della foresta di Brocéliade che è possibile rivivere la magia di storie di fate, maghi e paesaggi incantati.
La leggenda dice che nella foresta vi sia la “prigione” di mago Merlino, che giacerebbe qui in uno stato di semi incoscienza, dopo essere stato sedotto e ingannato da Viviana, che lo fece innamorare per conoscere i suoi poteri magici, e poter diventare così la consigliera di re Artù.

Il mago glieli insegnò, e gli rivelò persino la formula magica per rinchiudere un uomo per sempre. Viviana la utilizzò su Merlino, mentre dormiva, e lui rimase intrappolato nella tomba, circondata dai nove cerchi di pietra che Viviana mise a guardia della “prigione”. E pare che lo spirito di Viviana, che divenne consigliera di re Artù, vaghi per la foresta in attesa di pronunciare le parole magiche per liberare Merlino.
Proseguendo ci si imbatte nella “Cappella di Trehorenteuc”, conosciuta come “Tempio del Graal”, in quanto tutti i simboli presenti al suo interno (risalente al IX e il X secolo), sono riferiti alle leggende della tavola rotonda, come ad esempio l’enorme mosaico di un cervo bianco e circondato da quattro leoni rossi, che la chiesa interpreta come il Cristo e i quattro evangelisti e che ricompariranno anche sulla tavola rotonda. Sulle vetrate della cappella sono raffigurate scene dell’ultima cena dove Gesù, rassomigliante a re Artù, alza il calice, il graal, e attorno alla tavola ci sono gli apostoli, vestiti da cavalieri, mentre una donna, la Maddalena, che in realtà si potrebbe trattare di Ginevra, se ne sta in disparte.
C’è poi la “fontana di Barenton”, dove Merlino incontrò Viviana e che la leggenda vuole che chi beve l’acqua di questa fontana non invecchi mai, ed è da quest’acqua che gli indovini e le streghe traevano fragranze e profumi per i loro incantesimi, “l’albero d’oro”, creato nel 1976 al termine di un enorme incendio; si tratta di un castagno dorato circondato da 5 alberi neri che simboleggiano la foresta bruciata, e l’oro, come simbolo di immortalità della foresta, “la roccia dei falsi amanti”, dove Morgana (allieva di Viviana) imprigionò due innamorati per l’eternità, “il castello di Trécesson”, in passato di proprietà dei signori di Ploermel e Campénéac e oggi invece si dice sia abitato da diversi fantasmi.
Al termine del cammino si giunge al lago, circondato da alberi secolari, dove le fate leggevano il futuro gettandovi un seme di frumento, un luogo suggestivo, che rende tutto ancora più magico.

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