Chiusdino: tra leggenda e realtà

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La spada nella roccia e l’abbazia senza tetto

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Poco lontano da Siena, percorrendo una strada stretta e tortuosa, costeggiata da una fitta vegetazione si giunge a Chiusdino. Un paesino in stile medievale, ricco di fascino sia per la bellezza del luogo, sia per la leggenda a cui è legato.

Infatti è qui, nella località Montesiepi, che sorge l’Eremo in cui è conservata la “spada nella roccia” di San Galgano, un ex cavaliere, il quale conficcò la spada in una roccia come segno di rinuncia alla guerra e la promessa di vivere come un eremita, dopo aver avuto due visioni dell’Arcangelo Michele.

All’interno dell’Eremo vi sono degli affreschi tra cui “Madonna con tre mani”, che raffigura la Madonna con in braccio il Bambino e una terza mano che tiene un bastone, ancora oggi l’opera è oggetto di studio proprio per questa particolarità.

Anche la cupola desta particolare curiosità in quanto è costituita da cerchi concentrici e riporta ad un simbolismo pagano, essendo a pianta circolare proprio come gli antichi templi. La struttura è stata sempre particolarmente legata ai templari ed è per questo che si pensa che sia uno degli ipotetici nascondigli del Graal. Infatti, nel pavimento sottostante  pare vi sia una camera vuota a cui mai è stata data l’autorizzazione per gli scavi e ad oggi rimane ancora un mistero cosa essa contenga.

A sinistra dell’ingresso, in un abside, si trova una teca coperta da un telo, che i più curiosi e meno impressionabili, possono spostare e vedere così le mani mummificate di tre uomini che nel 1181 tentarono di estrarre la spada dalla roccia, ma furono colpiti da un fulmine e azzannati da un cane che ne strappò le mani quelle appunto esposte nella teca.

Scendendo la collina si può raggiungere, anche a piedi, l’Abbazia di San Galgano. Merita una breve sosta il punto di ristoro posto lungo il tragitto, dove dissetarsi all’ombra dei tigli e ammirare i falconieri che coinvolgono i turisti nella loro esibizione.

Giunti all’Abbazia si rimane senza parole e forse anche un po’ delusi dallo stato di abbandono in cui versa. Risalente ai primi del 1200 ad opera dei monaci cistercensi, ha una particolare struttura in stile gotico, dove il cielo fa da tetto e il prato da pavimento. A poco a poco l’Abbazia è caduta in uno stato di abbandono tant’è che parti della stessa venivano rimosse per costruire nuovi edifici.

Ma sarà questo stato di decadenza e abbandono, il mistero legato alla spada della roccia e le colline senesi che fanno da scenario che questi luoghi meritano sicuramente di essere visitati.

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