Bolgheri

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“I cipressi che a Bolgheri alti e schietti…..”

 

Immersi fra storia, paesaggio e poesia Così recitava Giosuè Carducci nella poesia “Davanti a San Guido” incantato, come chiunque lo percorra, dal lungo viale di cipressi, considerato tra i più suggestivi e che conduce a Bolgheri, un piccolo borgo medievale, circondato dalle mura del castello cinquecentesco. All’inizio del viale si trova un piccolo obelisco posto per commemorare il poeta Carducci che proprio grazie alla sua poesia ha fatto conoscere Bolgheri al mondo intero e tra i 2.500 cipressi, si scorge la chiesa di San Sebastiano, di recente costruzione, in stile tardo-gotico, con la facciata di mattoncini rossi, edificata per dare sepoltura ai conti Della Gherardesca, gli allora proprietari del feudo, e alla fine del viale, appena prima dell’accesso a Bolgheri, si trova la cappella di San Guido risalente al 1686, voluta da Simone Maria Della Gherardesca per commemorare la liberazione di Budapest dai Turchi. Oltrepassata la torre del castello, unica porta di accesso al paese, si ha la sensazione di entrare in un’altra realtà fatta di case in pietra adornate da coloratissimi fiori, di piccole e poche botteghe sparse qua e là, con insegne in ferro battuto, in cui fanno bella mostra oggetti in legno, tegole dipinte a mano, gastronomie che vendono confetture, salumi locali e il pregiatissimo Sassicaia, vino prodotto dalle vigne di San Guido, dal negozio di “Aqua di Bolgheri” dove è possibile acquistare creme, profumi ed essenze che evocano i profumi proprio di Bolgheri, come le note marine e agrumate, il profumo dei cipressi e del muschio. Giunti nella piazza ci si imbatte in una vecchietta seduta su un muretto: è la statua di Maria Lucia Galleni, nonna di Carducci, citata in molte sue poesie, poco più avanti una terrazza panoramica offre una vista unica della campagna sottostante fatta di ulivi e vigneti. Uscendo dal paese, merita una visita l’interno del Castello che ospita la chiesa dei SS Jacopo e Cristoforo edificata nel 1505 utilizzando le pietre del vecchio castello distrutto nel 1492 dalle truppe dell’imperatore di Germania Massimiliano I.

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