La Napoli di Attilio

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Attilio, oltre ad essere un mio carissimo amico, è un napoletano doc come lui ama definirsi ed è per questo che gli ho chiesto di raccontarmi la sua Napoli:

“Da non perdere l’orto botanico, qui è possibile trovare  migliaia di fiori e specie erbacee, arboree e arbustive, provenienti da ogni parte del mondo. Passeggiando per l’orto si resta affascinati da molte collezioni importanti come quella delle piante succulente, o quella delle felci arboree, e si rimane inebriati dall’odore dell’antica raccolta di agrumi. La visita è gratuita ma previo appuntamento.  Se dopo il tour vi viene fame, a dieci minuti di cammino siete  nella “Tripperia o Russ” in via S. Eframo Vecchio.
Nella zona del centro consiglio di visitare il Castel dell’Ovo (gratuito)  in via  Caracciolo il più antico castello di Napoli che sorge sull’isolotto di Megaride. Il nome del castello è legato alla leggenda secondo la quale Virgilio avrebbe nascosto un uovo nei sotterranei affermando che da quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna di Castel Marino. A poca distanza (prima prendete un caffè al bar Calone in via Santa Lucia) si trova l’appartamento storico di Palazzo Reale in Piazza del Plebiscito (a pagamento).
A pochi metri (scendendo) in Via San Carlo si trova Castel Nuovo conosciuto come Maschio Angioino, simbolo della città.

Un’altra “istituzione” a Napoli è la pizza e in questa zona della città vi consiglio di andare da  Ettore in via Santa Lucia, mentre per i piatti tipici (di terra) andate alla trattoria ”Antica Latteria” in vicolo Alabardieri.
Per gli amanti del pesce consiglio la trattoria ”Antica Capri” in via Speranzella (unica pecca il vino mediocre). Nella prossima via Toledo si sale con la funicolare (Piazza Augusteo) per poi scendere all’ultima fermata e giungere alla  Certosa di San Martino dove ,oltre ad ammirare i suoi chiostri, giardini e sotterranei è possibile godere di un panorama mozzafiato.
Un po’ di shopping, prima di scendere nuovamente  al centro (con la funicolare), nelle pedonali via Scarlatti e via Giordano.
Da non perdere il museo di Capodimonte e il bellissimo bosco che lo circonda.
Quindi il Museo Nazionale raggiungibile anche a piedi proseguendo viaToledo.
Da vedere il Centro Storico con la Chiesa di Santa Chiara e  proprio di fronte, del Gesù Nuovo;  quindi una passeggiata in via Santa Chiara e risalendo per via San Gregorio Armeno (strada dei presepi) ci si ritrova in via Dei Tribunali per mangiare una gran pizza fatta con il lievito madre da “Gino Sorbillo” (lo riconoscete perché è sempre affollato e chiama i prenotati con l’altoparlante; attenzione alle adiacenti omonime imitazioni)”.


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